LA Sweat – Crescita del ciclismo femminile e Donne ispiratrici

Kelli Samuelson inizia ad utilizzare biciclette a scatto fisso come mezzo di trasporto per spostarsi lungo le strade di Seattle durante il college. Successivamente si trasferisce a Los Angeles dove avvia la sua carriera nelle corse su strada e fonda la LA Sweat, un team di ciclismo al femminile per aiutare le donne a “Rompere gli indugi e spingerle a pedalare”. Dopo sette anni di attività, LA Sweat continua la sua dedizione alle corse di livello sia nazionale che internazionale. Abbiamo incontrato Kelli a metà del lockdown per parlare di gare, della storia della LA Sweat e dei legami che uniscono il team.

Dalla convenienza alla competizione

Santini: Come ti sei avvicinata al ciclismo?

KS: Il mio background sportivo nasce con la danza. Solo più tardi cominciai a muovermi in bicicletta, quando negli anni in cui vivevo a Seattle dovetti vendere la mia macchina per pagare il college. Avevo un gruppo di amici ciclisti che facevano parte di un gruppo di bici a scatto fisso chiamato Macaframa. Poi un girono una mia amica mi disse “Prenderò una bicicletta. Dovremmo averne una entrambe e uscire a pedalare”. Pensai, “Non dovrei più prendere l’autobus. Sarebbe fantastico”. Poi ci fu il boom delle bici a scatto fisso e così iniziai a gareggiare in questa disciplina.

SMS:Il centro di Seattle è un’area piuttosto piccola ed è facile immaginare come sarebbe spostarsi in bici nei suoi dintorni. Quando ti sei spostata a Los Angeles che differenze hai trovato da questo punto di vista? Com’è la scena?

KS: Sorprendentemente, L.A è davvero molto comoda per quel che riguarda gli spostamenti in bici. Non è qualcosa di cui si parla molto, ma riesco a raggiungere molti luoghi più velocemente in bici piuttosto che in macchina. Per andare al lavoro mi ci vogliono all’incirca 20 minuti. Le rare volte in cui ci vado in auto ne impiego 45/50. La bici è davvero molto più efficiente a Los Angeles. L.A. è fantastica anche per le gare. La scena ciclistica e competitiva della California meridionale vanta probabilmente le stagioni più lunghe di sempre – vanno da Gennaio a Gennaio. Ci sono gare ogni weekend. Mi sento veramente fortunata ad aver trovato queste caratteristiche in una città come Los Angeles.

SMS: Hai iniziato a cimentarti nelle corse su strada da quando vivi a Los Angeles. Quanto differiscono le competizioni a scatto fisso rispetto alle alleycat?

KS: Correre su strada è pazzesco. Le bici hanno i freni, i corridori possono dosare la frenata e gestire il mezzo e ciò mi inquieta molto di più rispetto alle gare a scatto fisso. Tutti amano dire che la Red Hook (a scatto fisso) sia difficile. Secondo me invece è abbastanza prevedibile perché sai cosa faranno gli latri in ogni singolo momento. Se stai attento e osservi bene puoi notare come i contendenti tenderanno a rallentare molto prima delle curve essendo corse senza freni. Mi sono accorta a posteriori di non aver mai cambiato un rapporto per tutti i primi sei mesi di corsa su strada.

Un team d’elite tutto al femminile con una missione

SMS:Nel 2015 hai fondato la squadra ciclistica LA Sweat. Cosa ti ha ispirata a passare dall’essere solo una concorrente a creare e gestire un’intera squadra?

KS: All’inizio del 2010 c’erano molte grandi squadre femminili di ciclismo su strada, ma nessuna di esse si concentrava sulle criterium a livello nazionale.

SMS: Da dove deriva il nome del team?

KS:L’origine del team ebbe luogo nella mia Volkswagen Jetta, con quattro ragazze a bordo che viaggiavano in lungo e in largo al paese per partecipare alle gare. In precedenza, avevo già fondato un gruppo chiamato Ritte Women’s Team (abbiamo gareggiato per Ritte Cycles, che è una azienda della California del sud). LA Sweat è un nome che abbiamo inventato (e che - Kelli dice - può essere pronunciato LA Sweat, dato che sia lei che la maggior parte delle sue compagne non risiedono più a Los Angeles). In quel periodo guardavo un sacco di sport diversi – NBA, NFL, Majior League di Baseball – e mi lasciava sbigottita il fatto che nel ciclismo non ci fosse l’usanza di dare nomi alle squadre in modo tale che i fan potessero seguirle, indipendentemente dal main sponsor. Penso si crei molta confusione quando, ogni 12 mesi, i grandi team cambiano il loro nome in base a chi firma gli assegni. Il mio obiettivo era che il nome della mia squadra diventasse un marchio. Volevo che le persone potessero acquistare le maglie e le divise abbinate e si sentissero parte di qualcosa di più grande che di una semplice squadra di ciclismo.

SMS: In che modo si è evoluto il team?

KS:Quando LA Sweat ha iniziato, il gruppo era un modo per fare allenamento insieme, svilupparsi con l’obiettivo di passare poi ad una squadra più grande. Nel tempo siamo diventati un movimento dove rimanere, prosperare e avere successo. Ora LA Sweat é un gruppo molto ambito rispetto al passato. Siamo diventati un obiettivo piuttosto che un trampolino di lancio.

SMS:Hai detto che la tua intenzione è stata quella di creare un team che permetta ai corridori di connettersi con i propri fan. Come viene gestito questo aspetto?

KS:Quando parlo di brand e loyalty intendo realmente essere parte di una community e interagire con i fan. Durante la quarantena abbiamo fatto per cinque settimane una gara indoor su Zwift, invitando un sacco di persone su Discord in modo che potessero effettivamente parlare con i ciclisti. Facciamo molte visite nelle scuole e nei negozi e ci integriamo davvero nelle varie associazioni con cui entriamo in contatto. Penso che questa cosa sia davvero importante per promuovere la nostra attività, specialmente perché ci sono molti ragazzi giovani che non sanno nemmeno dell’esistenza di questo sport.

Affrontare il 2020 e le sue conseguenze

SMS:Come hai preso la cancellazione delle gare del 2020?

KS:Quando tutti sono rimasti chiusi nelle proprie case e nelle proprie piccole comunità abbiamo fatto di tutto per rimanere in contatto gli uni con gli altri, combattere la solitudine e il senso d’isolamento. Ci siamo radunati costantemente in maniera virtuale con il resto del team tramite Zoom. Penso che uno degli impatti più duri della pandemia per noi sia stato vedere quattro delle nostre ragazze perdere il proprio lavoro. Siamo consapevoli del fatto che le gare sono state annullate perché è in corso una pandemia globale. A tal proposito abbiamo avuto tempo da dedicare a nuovi hobby, abbiamo imparato a cucinare, dedicato tempo alla cultura e trovato nuovi modi per mantenere le nostre menti fresche e attive. Penso che se ci fossimo allenate sempre e solamente senza pensare ad altro, l’annullamento delle gare sarebbe stato un colpo ancora più duro per le ragazze che sono rimaste senza lavoro. Quindi cerchiamo di pensare positivo e fare cose divertenti, come creare dei cocktail con i nostri integratori NUUN.

SMS: E per il futuro? Cos’è che non vedi l’ora di fare?

KS:Penso che sarebbe grandioso avere un campo base per il team e ovviamente ritornare a correre. Un altro obiettivo critico è lo sviluppo del team; vogliamo far crescere la nostra community e renderla sempre più inclusiva, diversificata e coinvolgente facendo tutto ciò che è in nostro potere per spingere sempre più in là questo sport. Speriamo ovviamente anche che le gare riprendano. Attualmente l’inizio del nostro programma è fissato per il prossimo 5 Giugno. Le corse ci mancano molto ma non parteciperemo finchè non saranno garantite condizioni di sicurezza per tutti. Preghiamo che tutto vada secondo i piani.

Quali sono le prospettive future per LA Sweat?

Insieme alle atlete Emma Roberts, Emily Flynn, Ashley Weaver, Dani Morshead, Monica Merced, Daphne Karagianis, Sam Schneider e Katie Mardayat, siamo pronti per qualsiasi tipo di gara che la stagione 2021 offrirà. LA Sweat è recentemente cresciuta fino a includere un team di sviluppo junior in partnership con la Blackstone Bicycle Works di Chicago. Tre giovani cicliste di Blackstone Bikes di un’età compresa tra 13 e 15 anni si uniranno al team di junior di LA Sweat grazie all’impegno che hanno dimostrato come partecipanti al programma giovanile di Blackstone. Il programma junior di LA Sweat prevede delle lezioni individuali in sella e non, fornitura di migliori equipaggiamenti per ottenere migliori prestazioni, piani di allenamento personalizzati e supporto nel giorno della gara. Siamo una squadra che crede che chiunque possa correre in bicicletta. La regola numero uno è “essere gentili”, queste giovani donne incarnano l’etica della squadra e prima che ce ne accorgeremo saranno diventate leader nelle rispettive comunità.

Segui e supporta il team su www.la-sweat.com.

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